Nelle prime settimane di utilizzo, con le versioni di visionOS disponibili nella primavera 2024, l’instabilità del sistema operativo era il problema che ci ha dato più fastidio. Le applicazioni, anche chiuse forzatamente, continuavano a occupare memoria o impedivano un uso regolare del visore e delle altre app. Era chiaro che la piattaforma era ancora acerba.

Altro vincolo, derivato dal fatto che il visore è strettamente personale, è la modalità Guest. In un paio di minuti l’ospite chiude la configurazione, ma quando c’è la fila di persone che vogliono provare la tecnologia quei due minuti diventano lunghi. Per quanto sia bello vedere le reazioni, è frustrante dover ogni volta indossare i visori, attivare la modalità ospite e accompagnare le persone alla configurazione.

La capacità di comandare il visore con vista e mani è anche, in certi usi, il punto più delicato. Ogni pinch viene registrato: in prova ci è successo che una mano semi chiusa troppo in alto, mentre l’altra tentava di interagire, confondesse il dispositivo. Da seduti, in relax, è gestibile. In un workflow specialistico l’interfaccia consumer non si trasferisce così com’è: va progettata intorno a quello che l’operatore sta facendo. Per gaming e simulazione generici resta un vincolo concreto.

Finiti i contro principali passiamo ai pro che, nei due mesi di uso intensivo di quella primavera 2024, mi tenevano comunque incollato alla tecnologia. Come sempre discorsi molto diversi tra uso business e uso privato, dove comunque il Vision Pro stava acquisendo spazio.

Apple Vision Pro e… contro…

Business

Visione ultra chiara e definita, spatial computing comodissimo in viaggio (per me l’iPad Pro era di fatto sostituito), 3d ottimo, ancoraggio veramente incredibile, riunioni e call fatte con spatial personas allora inarrivabili su altre piattaforme (ma su questo tema vale la pena fare un post a parte), usability talmente facilitata che la barriera di ingresso era praticamente nulla. Insomma, in quella fase i visori si confermavano la tecnologia da avere se si desiderava lavorare o presentare prodotti in portabilità o a distanza. Straordinario l’ambito specialistico in medicina umana e veterinaria: stavamo già facendo, con interfacce pensate sul contesto, cose prima difficili da ottenere. Surgeree, già allora, ogni giorno percorreva nuove strade, proprio partendo da quei vincoli di interazione e di condivisione del dispositivo.

Apple Vision Pro e… contro…

Privato

Nel privato, nella nostra esperienza di allora, dominavano film, cultura ed eventi sportivi. Grazie al fatto che sentivo gli occhi meno affaticati rispetto ad altre tecnologie tutto risultava comodo e rilassante. La multi modalità nella fruizione del media chiudeva il cerchio. Gaming non pervenuto, o almeno nulla di trascendentale: Meta Quest 3, per noi, era decisamente su un altro livello.

Apple Vision Pro e… contro…