Il confronto con la comunità medica internazionale
Tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026 abbiamo presentato le nostre soluzioni di Spatial Computing per la sanità in alcuni dei contesti internazionali più rilevanti per noi: dall'Almas Tower di Dubai al Spatial Computing Summit di Lipsia, a confronto con primari di neurochirurgia, direttori di policlinici e investitori tecnologici.
Quei mesi di confronto hanno tracciato una linea netta tra ciò che attrae in marketing e ciò che gli ospedali sono realmente pronti ad acquistare e adottare.
Le tre priorità della sanità globale
- Zero frizione per il personale di sala. Se un visore richiede più di due minuti per essere configurato, calibrato e indossato, dopo la prima settimana sparisce. La prontezza operativa è il primo driver di adozione.
- Integrazione con i PACS esistenti. Nessun ospedale accetta a lungo un software isolato che chiede esportazioni manuali su USB o cloud non certificati. HL7, DICOM e PACS ospedalieri non sono optional.
- Tele-presenza con valore economico immediato. Il caso d'uso più richiesto che abbiamo sentito: un chirurgo senior che supervisiona a distanza, disegnando indicazioni spaziali nel campo visivo del collega sul posto.
L'esperienza all'estero conferma che Italia ed Europa hanno potenziale clinico e di sviluppo software di primo livello, a patto di costruire prodotti guidati dai bisogni reali dei reparti, non dalla sola fascinazione tecnologica. È lo stesso filo che lega progetti come Surgeree al lavoro quotidiano in sala e in formazione.